Giuseppe Culicchia (Torino 1965) ha esordito nel 1990 con cinque racconti pubblicati da Pier Vittorio Tondelli nell’antologia “Under 25 III”. Dal suo primo romanzo, “Tutti giù per terra”, è stato tratto l’omonimo film di Davide Ferrario con Valerio Mastandrea. In seguito ha pubblicato oltre venti titoli, tra cui “Ambarabà” (1999), “Il paese delle meraviglie” (2004), “Brucia la città” (2009), “Venere in metrò” (2012), “E così vorresti fare lo scrittore” (2013), “Mi sono perso in un luogo comune” (2017). Oltre ai romanzi ha scritto anche memoir e guide d’autore, tra cui il long seller “Torino è casa mia” (2005), “Sicilia o cara” (2007), “My Little China Girl” (2015), “Torino è casa nostra” (2016). Ha tradotto tra gli altri Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis. Collabora con il quotidiano La Stampa e con diverse riviste, scrivendo reportage dalla Sicilia, da Berlino, da Pechino e da Goa. Cura la sezione Festa Mobile del Salone del Libro di Torino, a cui ha lavorato per undici edizioni, e insegna scrittura al corso dedicato agli Over 30 presso la Scuola Holden. Il suo romanzo più recente è “Essere Nanni Moretti” (2017).